Samoa può essere considerata un unicum tra i Carter 43, amata, restaurata e migliorata dal suo armatore. Quasi un custom. Da professionista del settore, con competenza ed esperienza della barca ha ottimizzato ogni aspetto, reso comodo e sicuro. Invito calorosamente a visitare la barca e rendersi conto personalmente del grande lavoro fatto.
Samoa Anno 1972 Scafo costruito dalla SailBoat di Crespellano (poi Cantieri del Pardo). Interni e ponte costruiti ed allestiti presso Cantiere De Cesari di Cervia.
Lunghezza: 13,26 m Larghezza: 3,82 m Pescaggio: 2.40 m Capacità gasolio: 200lt (serbatoio nuovo nel 2016 Capacita serbatoi acqua : 400lt
Numero velico ITA 5577
Completamente restaurata dal Cantiere de Cesari nel 2013 Coperta Pozzetto Interni Impianto elettrico Scafo sabbiato Fondo trattato con vernice Epossidica Verniciata scafo in Awlgrip
2016 rifacimento timone Albero e sartie: 2017 Manzoli (profilo classico) Motore: Volvo Penta D2- 75 (1500 ore) Upgrade con S-Drive Elica: MaxProp a 3 pale Strumentazione: Garmin 10 display + plotter Pilota automatico Salpa ancora Lewmar Ancora Rocna in acciaio 100 mt di catena Luci navigazione Lapolight Luci interne a led Batterie: 3 mastervolt da 150 amp - 1 mastrvolt per motore . Sostituite 2025 Inverter Mastervolt Carica batterie Master volt Sistema automatico di prevenzione incendi sala macchine Rifatti tutti i materassi e tessuti interni Copertura invernale della coperta Copertura estiva della coperta Genova North Sails in ottime condizioni Randa full batten North Sails in ottime condizioni Trinchetta North Sails Gennaker North Sail con Calza Dotazioni di sicurezza 2025 Zattera di salvataggio Arimar 2025
(courtesy "Dick Carter yacht designer" G. Nada Editore - testo di Carter) STORIA
L’Orca 43 venne pensata dal noto disegnatore statunitense Dick Carter come una barca in grado di competere nelle Admiral’s Cup dei primi anni ’70 nell’ambito del regolamento IOR. I diretti competitori di Carter erano, in quegli anni, i costruttori S&S, anche essi americani. Egli, in particolare, studiò a fondo il regolamento IOR in modo da sfruttare appieno le sue possibilità ed ottenere un veloce scafo con il minimo rating possibile. In particolare sono molto originali i disegni del timone con un corpo notevole che prosegue la linea dello scafo e la parte inferiore dell’opera viva, praticamente piatta. La forma dello scafo è molto elegante e molto differente dalle forme moderne. Si notano, in particolare, il grande slancio di prua, il piccolo specchio di poppa triangolare e alzato sulla linea dell’acqua. Anche in pianta l’Orca 43 si distingue per la prua e poppa molto rastremate e ampio corpo a mezza barca. La coperta è flush-deck e la fa apparire molto spaziosa. Gli alti standards di costruzione si notano, per esempio, nell’uso di profilati di acciaio inox AISI 316 per il paramezzale, i madieri e le ordinate. Il bulbo del peso di 3500 kg di piombo e 2% antimonio è fissato con 9 barre filettate inox da 24mm. Le barre finiscono, dentro la chiglia, in apposite tasche ispezionabili dove sono fissate con dadi e rondelle. Tutt’oggi non c’è segno di osmosi nella vetroresina dell0 scafo anche perché è stato costruito con materiale di prima qualità ed è di vetroresina compatta e grosso spessore senza costruzione a sandwich. Altro segno di ottimi standards: la coperta e la scafo sono stati uniti in fase di costruzione con bulloni e fazzoletti di fibra di vetro resinata in sede.
Costruttore: Il cantiere SAILBOATS di Crespellano (BO) che in seguito cambia nome in Cantieri del Pardo è famoso per la lunga serie di Grand Soleil e per gli alti standard di costruzione. La costruzione dello stampo dell’Orca 43 viene seguita direttamente da Dick Carter così come l’attuazione dei primi prototipi (un altro fu commissionato e acquistato da Raoul Gardini nello stesso periodo). Dopo la costruzione di un numero molto limitato di prototipi (probabilmente 4) gli stampi furono ceduti ai Cantieri Navali Fiumicino (Roma) che, in seguito, li passò ai Cantieri Navali Nautical Fiberglass (Roma). Questi cantieri, con alcune modifiche, li utilizzarono per mettere sul mercato, fino al 1984 circa, alcune decine di Orca 43, alcune anche in versione ketch. Questi cantieri, in qualche modo, utilizzarono standard un po’ inferiori di costruzione rispetto a quelli dei primi esemplari.
(Courtesy Nautipedia)
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